IL LINGUAGGIO
DEI CANI E LA LORO EDUCAZIONE
Ciao, sono
Martino.
Sono l'ultimo entrato in famiglia e sono, come dicono i miei padroni,
un bellissimo cucciolo fantasia, forse un incrocio di spinone con non
si sa cosa......
Ho pochi giorni di vita, forse qualche settimana e quindi tutto quel
che mi circonda per me è nuovo.
In primo luogo perché
intorno a me non c’è il mio habitat naturale, ossia terra,
erba, fango, foglie, pioggia, i miei simili, ecc...ma ci sono pavimenti,
asfalto, moquettes, materassi. Tutte cose molto belle e a volte comode
ma che comunque per me sono sconosciute. Devo imparare come comportarmi
perchè sono superfici che il mio comportamento "atavico"
non conosce bene.....
Se potessi parlare direi all'uomo molte cose sul mio modo di essere
ma purtroppo, con il mio linguaggio, spesso innesco atteggiamenti che
inducono i miei compagni umani a non capirmi e che li rendono nervosi.
Di conseguenza, io non capisco il loro comportamento e, quel che madre
Natura mi ha messo dentro come “marchio comportamentale”
di cane, fa scattare in me, nell'arco dei mesi e degli anni, la mia
unica salvezza: prendere in famiglia il posto di capobranco, usando
i miei "compagni umani" come sudditi succubi di atteggiamenti
che per il mio modo di essere e di vivere sono del tutto naturali.
Da qui, il passo per diventare un cane caratteriale e mordace non é
poi così lontano, e si avvicinerà ogni volta che il mio
padrone mi picchierà sul muso per farmi capire cosa è
giusto o cosa no!
Cio’, infatti, farà in modo che la paura per le sue mani
sarà per me sempre più consapevole e grande, tanto da
indurmi a morderle.
I miei compagni umani non capiscono che io non conosco la loro lingua
e che quindi quando urlano per farmi fare qualcosa io non comprendo
quel che vogliono dirmi. Io comunico in altro modo, percepisco solo
le frequenze della loro voce, legate ai loro gesti ed alla loro mimica
facciale e fisica.
Voglio aiutarvi a capirmi e vi do qualche consiglio su come comportarvi
con me, specialmente nei miei primi mesi di vita....
FACCIO
PIPI’ IN CASA
Se faccio
pipì ovunque è perche sono piccolo e non mi so controllare.
Non conosco il luogo dove mi hanno portato a vivere, e quindi nessun
odore mi è famigliare. Facendo pipì in casa avrò
almeno una certezza: il mio odore da coprire ogni volta con altra pipì.
Puoi farmi capire che devo farla fuori non picchiandomi con il tuo quotidiano
o mettendomi il muso nella pipi. Questo non servira a niente!!!!
Controlla invece quanto tempo passa tra una pipì e l'altra per
poi intervenire nel mezzo dei due eventi, portandomi fuori in strada
dove gli stimoli sono molto più accentuati grazie agli odori
degli altri cani. Questa è una sequenza che con il tempo riesco
a imparare facilmente.
P.S. Questo atteggiamento, naturalmente, vale anche per la mia popò.
E poi premiami tutte le volte che farò i bisogni vedrai che risolverai
questi inconvenienti.
MANGIO
DISORDINATAMENTE
Io sono piccolo e
ho sempre fame, ma se trovo il cibo costantemente nella ciotola, anche
quando il mio appetito scarseggia, poco alla volta lo finirò
nell’arco della giornata, allontanando così la fame che
ho sempre avuto.
Dandomi da mangiare a orari ben precisi, rispettandoli sempre, vedrete
che in qualche modo io capirò e la fame sarà come un appuntamento
con una cosa piacevole che accade nell’arco della giornata e non
una cosa scontata…
La riuscita è totale se unita a queste regole si abbina quella
di togliere la mia ciotola, piena o vuota che sia, dopo un certo periodo
di tempo: datemi tempo di mangiare, e se resta del cibo che non mangio
forse sono pieno e allora è il caso di levarlo.
In poche parole: io devo avere fame per mangiare bene!!!
Non dimenticate che per me è fondamentale l’acqua, sempre
pulita e fresca: è come per voi una bella birra fredda con tutta
la schiuma e le bollicine che anche d'inverno fa piacere……
MORDICCHIO
TUTTO E ROMPO LE COSE
Ho costantemente fastidio
ai denti perché stanno uscendo uno alla volta e in più
sto imparando ad esercitare la mia forza su tutto…
Come faccio a misurare questa forza? Io non so quanta ne ho, quindi
mordicchiando a volte faccio male e allora ricevo una sberla sul muso.
Ma non capisco, perché per me stringere è naturale. Quindi
usa la tua
attenzione come arma, ovvero se ti faccio male non fare nulla e non
giocare più con me, annullami, fammi sentire tutta la tua disapprovazione
con il tuo distacco ed io capirò che non è bene e che
faccio male con i miei denti.
Nel caso io ignori questa cosa, ciò significa che sono una capa
tosta o che non hai ancora usato il modo giusto. Allora sforzati di
capire dove è l'errore. Se ottieni risultati positivi, premiami:
devo capire cosa ho fatto di giusto e cosa no!!!! Il premio però
non consiste in dolci e salsicce ma in carezze sulla testa che mi ricordano
tanto le leccate della mia mamma… usa dei bocconcini solo se fai
fatica con me, trova il modo giusto.
La stessa cosa vale se distruggo gambe di seggiole e tappeti o addirittura
cellulari e telecomandi: se mi punisci dopo che li ho rotti non capisco
cosa ho fatto di male e allora avrò paura di te. Piuttosto osservami
spesso e fai come ho detto prima solo quando ho in bocca qualcosa da
distruggere…
Ricordati sempre di premiarmi se sono stato obbediente…
Consiglio: funzionano bene le ossa di pelle di bue per levarmi un pò
di voglia di massacrare e poi fanno bene ai denti…
PIANGO IN
TUA ASSENZA
Se ti accorgi che piango
in tua assenza è solo perché non voglio stare da solo
e piangerò fino a che tu non torni.
Fino a questo punto sembra tutto normale, ma io continuerò eternamente
fino a che non esaspererò ogni tua lontananza…
Quindi, quando esci per andare al lavoro, non salutarmi come se fossi
un soprammobile, ma neanche come un essere indifeso che pende dalle
tue labbra. Piuttosto dammi un ordine ed un saluto come un capitano
che dirige l’esercito consapevole che tornerà dai suoi
soldati.
ci vorranno un pò di pazienza e di tempo, ma la tua calma sarà
sicuramente premiata.
RIPETO: NON PICCHIARMI,
NON HAI BISOGNO DI VIOLENZA PER DIVENTARE IL MIO CAPOBRANCO!!!! DEVO
SOLO CAPIRE CHE COSE CHE NON CONOSCO, COME ACCADREBBE IN NATURA….
Questo vuol dire che ho bisogno di tempo e considerazione, devo imparare
ad avere fiducia in te e sapere che tu torni sempre a casa. Dopo quanto
non importa, perché io non conosco il tempo e le ore.
Controlla quanto tempo passa prima che io inizi a piangere dopo che
te ne sei andato e, se non lo faccio, accertati di quanto all’incirca
sono stato bravo e premiami, se il tuo ordine è stato rispettato,
con tutto l’amore e le carezze che puoi. Con il tempo capirò
che non mi importa se esci ma l’importante è che torni
a casa da me!!
TIRO TROPPO
AL GUINZAGLIO
Dopo che avrò imparato queste
piccole regole di comportamento dovrai insegnarmi a camminare in mezzo
alla gente e a non tirare quando sono al guinzaglio.
Come sempre per me l’importante è capire le cose: non servirà
che mi lasci tirare come un piccolo cane da slitta per ore, per poi
farmi un “piazzata” incredibile solo quando perdi la pazienza.
Non capirò il motivo della tua reazione improvvisa, e, passato
il momento, ricomincerò a tirare. E quando peserò 40 kg.,
per te e per la tua schiena non sarà una cosa piacevole!!
Insegnami ora come devo comportarmi: appena inizio a tirare, fermati
e annulla la tua attenzione nei miei confronti. Se mi fermo, richiamami
verso te con dolcezza e premiami con le solite carezze e bocconcini.
Ricomincia a camminare e continua la lezione: se ti fermi di botto e
non mi consideri, se cammino al tuo passo mi premi con parole dolci
e carezze. Pian piano capirò: lontano da te significa nulla,
vicino a te significa dolcezza e carezze. Non potrò che decidere
per la cosa più bella.
Ricorda, però:
con me ci vogliono tanta costanza e tanta pazienza, ma se usi il giusto
metodo, saremo entrambi molto più felici e la nostra vita insieme
potrà scorrere lunga e serena.
MARTINO,
cane amico di Giacomo Grasso, educatore comportamentista cinofilo Genova.
TORNA
AGLI ESPERTI