Se avete bisogno di consigli sull'educazione del vostro cane, mandate una mail a ciaccane@libero.it.

Vi risponderà Giacomo Grasso, il nostro educatore cinofilo.

Solo un pò di pazienza e tutte le vostre richieste saranno soddisfatte.

 
 

 

 

IL LINGUAGGIO DEI CANI E LA LORO EDUCAZIONE

Ciao, sono Martino.
Sono l'ultimo entrato in famiglia e sono, come dicono i miei padroni, un bellissimo cucciolo fantasia, forse un incrocio di spinone con non si sa cosa......
Ho pochi giorni di vita, forse qualche settimana e quindi tutto quel che mi circonda per me è nuovo.
In primo luogo perché intorno a me non c’è il mio habitat naturale, ossia terra, erba, fango, foglie, pioggia, i miei simili, ecc...ma ci sono pavimenti, asfalto, moquettes, materassi. Tutte cose molto belle e a volte comode ma che comunque per me sono sconosciute. Devo imparare come comportarmi perchè sono superfici che il mio comportamento "atavico" non conosce bene.....
Se potessi parlare direi all'uomo molte cose sul mio modo di essere ma purtroppo, con il mio linguaggio, spesso innesco atteggiamenti che inducono i miei compagni umani a non capirmi e che li rendono nervosi.
Di conseguenza, io non capisco il loro comportamento e, quel che madre Natura mi ha messo dentro come “marchio comportamentale” di cane, fa scattare in me, nell'arco dei mesi e degli anni, la mia unica salvezza: prendere in famiglia il posto di capobranco, usando i miei "compagni umani" come sudditi succubi di atteggiamenti che per il mio modo di essere e di vivere sono del tutto naturali.
Da qui, il passo per diventare un cane caratteriale e mordace non é poi così lontano, e si avvicinerà ogni volta che il mio padrone mi picchierà sul muso per farmi capire cosa è giusto o cosa no!
Cio’, infatti, farà in modo che la paura per le sue mani sarà per me sempre più consapevole e grande, tanto da indurmi a morderle.
I miei compagni umani non capiscono che io non conosco la loro lingua e che quindi quando urlano per farmi fare qualcosa io non comprendo quel che vogliono dirmi. Io comunico in altro modo, percepisco solo le frequenze della loro voce, legate ai loro gesti ed alla loro mimica facciale e fisica.
Voglio aiutarvi a capirmi e vi do qualche consiglio su come comportarvi con me, specialmente nei miei primi mesi di vita....

 

FACCIO PIPI’ IN CASA

Se faccio pipì ovunque è perche sono piccolo e non mi so controllare. Non conosco il luogo dove mi hanno portato a vivere, e quindi nessun odore mi è famigliare. Facendo pipì in casa avrò almeno una certezza: il mio odore da coprire ogni volta con altra pipì.
Puoi farmi capire che devo farla fuori non picchiandomi con il tuo quotidiano o mettendomi il muso nella pipi. Questo non servira a niente!!!!
Controlla invece quanto tempo passa tra una pipì e l'altra per poi intervenire nel mezzo dei due eventi, portandomi fuori in strada dove gli stimoli sono molto più accentuati grazie agli odori degli altri cani. Questa è una sequenza che con il tempo riesco a imparare facilmente.
P.S. Questo atteggiamento, naturalmente, vale anche per la mia popò.
E poi premiami tutte le volte che farò i bisogni vedrai che risolverai questi inconvenienti.

 

MANGIO DISORDINATAMENTE

Io sono piccolo e ho sempre fame, ma se trovo il cibo costantemente nella ciotola, anche quando il mio appetito scarseggia, poco alla volta lo finirò nell’arco della giornata, allontanando così la fame che ho sempre avuto.
Dandomi da mangiare a orari ben precisi, rispettandoli sempre, vedrete che in qualche modo io capirò e la fame sarà come un appuntamento con una cosa piacevole che accade nell’arco della giornata e non una cosa scontata…
La riuscita è totale se unita a queste regole si abbina quella di togliere la mia ciotola, piena o vuota che sia, dopo un certo periodo di tempo: datemi tempo di mangiare, e se resta del cibo che non mangio forse sono pieno e allora è il caso di levarlo.
In poche parole: io devo avere fame per mangiare bene!!!
Non dimenticate che per me è fondamentale l’acqua, sempre pulita e fresca: è come per voi una bella birra fredda con tutta la schiuma e le bollicine che anche d'inverno fa piacere……


MORDICCHIO TUTTO E ROMPO LE COSE

Ho costantemente fastidio ai denti perché stanno uscendo uno alla volta e in più sto imparando ad esercitare la mia forza su tutto…
Come faccio a misurare questa forza? Io non so quanta ne ho, quindi mordicchiando a volte faccio male e allora ricevo una sberla sul muso. Ma non capisco, perché per me stringere è naturale. Quindi usa la tua
attenzione come arma, ovvero se ti faccio male non fare nulla e non giocare più con me, annullami, fammi sentire tutta la tua disapprovazione con il tuo distacco ed io capirò che non è bene e che faccio male con i miei denti.
Nel caso io ignori questa cosa, ciò significa che sono una capa tosta o che non hai ancora usato il modo giusto. Allora sforzati di capire dove è l'errore. Se ottieni risultati positivi, premiami: devo capire cosa ho fatto di giusto e cosa no!!!! Il premio però non consiste in dolci e salsicce ma in carezze sulla testa che mi ricordano tanto le leccate della mia mamma… usa dei bocconcini solo se fai fatica con me, trova il modo giusto.
La stessa cosa vale se distruggo gambe di seggiole e tappeti o addirittura cellulari e telecomandi: se mi punisci dopo che li ho rotti non capisco cosa ho fatto di male e allora avrò paura di te. Piuttosto osservami spesso e fai come ho detto prima solo quando ho in bocca qualcosa da distruggere…
Ricordati sempre di premiarmi se sono stato obbediente…
Consiglio: funzionano bene le ossa di pelle di bue per levarmi un pò di voglia di massacrare e poi fanno bene ai denti…

 

PIANGO IN TUA ASSENZA

Se ti accorgi che piango in tua assenza è solo perché non voglio stare da solo e piangerò fino a che tu non torni.
Fino a questo punto sembra tutto normale, ma io continuerò eternamente fino a che non esaspererò ogni tua lontananza…
Quindi, quando esci per andare al lavoro, non salutarmi come se fossi un soprammobile, ma neanche come un essere indifeso che pende dalle tue labbra. Piuttosto dammi un ordine ed un saluto come un capitano che dirige l’esercito consapevole che tornerà dai suoi soldati.
ci vorranno un pò di pazienza e di tempo, ma la tua calma sarà sicuramente premiata.

RIPETO: NON PICCHIARMI, NON HAI BISOGNO DI VIOLENZA PER DIVENTARE IL MIO CAPOBRANCO!!!! DEVO SOLO CAPIRE CHE COSE CHE NON CONOSCO, COME ACCADREBBE IN NATURA….
Questo vuol dire che ho bisogno di tempo e considerazione, devo imparare ad avere fiducia in te e sapere che tu torni sempre a casa. Dopo quanto non importa, perché io non conosco il tempo e le ore.
Controlla quanto tempo passa prima che io inizi a piangere dopo che te ne sei andato e, se non lo faccio, accertati di quanto all’incirca sono stato bravo e premiami, se il tuo ordine è stato rispettato, con tutto l’amore e le carezze che puoi. Con il tempo capirò che non mi importa se esci ma l’importante è che torni a casa da me!!

TIRO TROPPO AL GUINZAGLIO

Dopo che avrò imparato queste piccole regole di comportamento dovrai insegnarmi a camminare in mezzo alla gente e a non tirare quando sono al guinzaglio.
Come sempre per me l’importante è capire le cose: non servirà che mi lasci tirare come un piccolo cane da slitta per ore, per poi farmi un “piazzata” incredibile solo quando perdi la pazienza. Non capirò il motivo della tua reazione improvvisa, e, passato il momento, ricomincerò a tirare. E quando peserò 40 kg., per te e per la tua schiena non sarà una cosa piacevole!!
Insegnami ora come devo comportarmi: appena inizio a tirare, fermati e annulla la tua attenzione nei miei confronti. Se mi fermo, richiamami verso te con dolcezza e premiami con le solite carezze e bocconcini. Ricomincia a camminare e continua la lezione: se ti fermi di botto e non mi consideri, se cammino al tuo passo mi premi con parole dolci e carezze. Pian piano capirò: lontano da te significa nulla, vicino a te significa dolcezza e carezze. Non potrò che decidere per la cosa più bella.


Ricorda, però: con me ci vogliono tanta costanza e tanta pazienza, ma se usi il giusto metodo, saremo entrambi molto più felici e la nostra vita insieme potrà scorrere lunga e serena.

MARTINO, cane amico di Giacomo Grasso, educatore comportamentista cinofilo Genova.

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